Train Blues Pub.
Un locale piccolo, lontano e scarso nel servizio.
Allora perchè cazzo ci vado?!
Per bere, ovvio…
Perchè forse voglio dimenticarmi chi sono.
Perchè forse voglio far uscire chi veramente sono.
Perchè forse non so chi sono.
E così, via di Americano, Tequila sunrise (disgustoso e giallo, ma gratis perchè offertomi da Ery), Montenegro on the rocks (alla goccia con Dede) e Jack Daniel’s liscio (alla goccia con Dede perchè l’ho istigato a farlo)…
E non si sente più il prurito delle punture di zanzara… i suoni si attutiscono… i riflessi sono più lenti ed i movimenti poco precisi… fino a quando si giunge all’afasia.
In questa fase si pronuncia una parola per un’altra, si fatica ad articolare le frasi… è il momento di diminuire l’afflusso di alcol.
L’effetto più ricercato nei bevitori è di certo l’”aiuto” che l’alcol è in grado di dare nelle relazioni.
Si è più sicuri, più aperti, espansivi e spigliati, oltre che euforici.
L’alcol altera quindi il carattere delle persone… cosa che, teoricamente, dovrebbe essere negativa.
Nel mio caso, l’alcol riesce ad abbattere le barriere che anni fa il mondo mi aiutò a costruire: la paura delle relazioni, l’insicurezza, il pudore, la vergogna, il senso di inferiorità e di inadeguatezza…
Può l’alcol tirare fuori il vero me?! O io sono ormai le mie stesse difficoltà e devo imparare a conviverci?
Che tristezza…
Vabè, come direbbe il mio caro amico Chris:
Ohooo, beviamoci suuu…
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